Una 'stanza speciale', senza tempo, che ospita quei capi di particolare complessità creativa e formale, testimonial di una collezione, di un passaggio significativo nella storia di un designer o che hanno lasciato una traccia permanente anche solo per essere stati ideati nella loro eccezionalità compositiva, rivelatrice di un eclettismo cosmopolita, fecondo di soluzioni mai percorse e senza tempo.
Esempi di rottura, veri e propri punti di svolta nel linguaggio espressivo della moda o acrobatiche esperienze sartoriali, prova di slanci lungimiranti, impossibili da lasciare all'obsolescenza tipica del cosiddetto fashion system.
La Special Room può quindi considerarsi una sorta di archivio storico di IVO MILAN, un luogo virtuale in cui da anni vengono ricollocati quei capi acquistati con audacia e stupore, animati da un'intuizione sensibile verso l'opera d'arte in forma d'abito. Così, anche se invenduti nella stagione di riferimento, come lasciarli all'ingrato destino di essere 'scontati' e poi inesorabilmente dimenticati? Spesso si è trattato di pezzi unici o realizzati in un numero limitatissimo di esemplari, rivelatori di una significativa familiarità col mondo dell'arte, dell'astrazione, della sperimentazione e altrettanta distanza da quella moda più di tendenza, volta a valorizzare l'anatomia del corpo e il potere economico di chi la indossa.
Questi abiti, al contrario, possono considerarsi elementi di un ipotetico dialogo filosofico tra il sé e il resto del mondo, dei medium di comunicazione, espressione e, talvolta, occasioni di spiazzamento, esercizi estetici a tutti gli effetti, appendici della propria cultura, creatività e complessità riflessiva.
Un luogo, la Special Room, in cui l'abito si spoglia della sua riconoscibilità stagionale, acquisendo un'atemporalità assoluta che solo lo scorrere del tempo potrà certificare. E conservarne immutato il suo valore, è il nostro riconoscimento alla sua straordinarietà.